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Medicina generale: 11 Paesi allo specchio
In Italia pochi gruppi e molte barriere all’accesso
Una ricerca del Commonwealth Fund statunitense fotografa le condizioni di lavoro e le percezioni dei medici di famiglia
Le cure primarie avanzano in tutto l’Occidente, complici le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e le sfide legate all’aumento dei malati cronici.
Ma le risposte sono spesso molto diverse. E riflettono le impostazioni dei sistemi sanitari, gli investimenti nel settore dell’assistenza di base, le scommesse per il futuro.
Così l’Italia vanta sì una rete capillare di “generalisti” e pediatri di libera scelta, pronti a curare quasi in tempo reale i propri assistiti e sufficientemente informatizzati (a differenza degli Usa, dove l’assistenza primaria è nelle mani degli internisti e dei pediatri). Ma sconta tante carenze organizzative: la burocrazia, la resistenza a lavorare in gruppo (si veda la tabella), le liste d’attesa per la specialistica e la diagnostica, l’assenza di criteri per valutare le performance...
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